Introduzione
Negli ultimi anni, le compravendite online tra privati su piattaforme come Vinted, Subito.it, Facebook Marketplace e altri siti di annunci si sono moltiplicate. Questo fenomeno ha portato con sé anche una crescita significativa dei casi di truffe digitali, spesso ai danni di utenti in buona fede.
Presso lo Studio Legale Rossi di Cuneo, riceviamo con frequenza richieste di assistenza da parte di chi si chiede:
“Sono stato truffato su Vinted o Subito, posso ottenere un rimborso? E come denuncio il venditore?”
La risposta è affermativa, ma solo se si agisce tempestivamente e con una strategia legale ben definita. Questo articolo guida il lettore passo dopo passo nella tutela dei propri diritti e nelle azioni concrete da intraprendere.
Come riconoscere una truffa online
Le truffe online seguono spesso uno schema ricorrente:
– il venditore incassa il pagamento ma non spedisce nulla;
– il prodotto ricevuto è contraffatto o radicalmente diverso da quello acquistato;
– il profilo del venditore è falso o costruito ad arte, con recensioni manipolate;
– viene chiesto di pagare fuori dalla piattaforma, tramite bonifico o ricarica Postepay.
È essenziale raccogliere e conservare tutte le prove disponibili:
– screenshot dell’annuncio e del profilo del venditore;
– conversazioni via chat o email;
– ricevute di pagamento, dati IBAN o conferme bancarie;
– eventuali foto del pacco ricevuto o del prodotto non conforme.
Cosa fare subito: le azioni urgenti da compiere
Appena sorge il sospetto di essere stati truffati, è necessario intervenire immediatamente:
1. Segnalare il problema alla piattaforma (Vinted, Subito, ecc.);
2. Bloccare la carta o segnalare l’operazione alla banca, se si è utilizzato uno strumento tracciabile;
3. Conservare ogni prova utile alla ricostruzione dei fatti;
4. Sporgere denuncia presso le Forze dell’Ordine (Carabinieri, Polizia di Stato o Polizia Postale).
È importante sottolineare che una denuncia generica potrebbe non bastare. È quindi consigliabile affidarsi a un avvocato per la redazione della denuncia e la raccolta della documentazione necessaria.
Quando è possibile ottenere il rimborso (e da chi)
Le strade per ottenere un rimborso dipendono da diversi fattori:
– Se il pagamento è stato effettuato tramite la piattaforma (ad esempio il pagamento protetto di Vinted), è possibile attivare i meccanismi di garanzia previsti nei termini di servizio;
– Se il pagamento è avvenuto con carta o bonifico, la banca potrebbe intervenire con un’azione di chargeback, purché la segnalazione sia tempestiva;
– Se il pagamento è avvenuto in modo non tracciabile o la piattaforma non garantisce la transazione, è possibile agire legalmente nei confronti del venditore.
Il rimborso può essere ottenuto in sede civile, attraverso un’azione giudiziaria, oppure in sede penale, mediante costituzione di parte civile nel procedimento per truffa.
Come denunciare il truffatore e a chi rivolgersi
Il reato di truffa è disciplinato dall’art. 640 del Codice Penale.
Chi, con artifici o raggiri, induce taluno in errore per procurarsi un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da 51 a 1.032 euro.
Affinché vi sia una condanna penale e il conseguente risarcimento del danno, è fondamentale presentare una denuncia ben strutturata, corredata da tutte le prove del caso.
Precedenti giurisprudenziali:
Cass. pen., Sez. II, Sent. n. 45115/2019
La Corte ha ritenuto che la mancata consegna di un bene acquistato online, preceduta da raggiri o false rassicurazioni, costituisca truffa penalmente rilevante e non semplice inadempimento contrattuale.
Cass. pen., Sez. II, Sent. n. 2818/2025
È stata riconosciuta l’applicazione dell’aggravante dell’uso di strumenti informatici, in quanto il reato è stato commesso mediante l’impiego di piattaforme digitali in grado di ridurre la capacità di difesa della vittima.
Tribunale di Ferrara, Sent. n. 142/2022
Il giudice ha condannato il venditore per truffa aggravata online e ha riconosciuto alla parte offesa il diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e morali.
Serve un avvocato?
Anche se la presentazione della denuncia può essere effettuata in autonomia, l’assistenza di un avvocato è consigliata in quasi tutti i casi. In particolare, la presenza di un legale è utile per:
– redigere la denuncia in forma efficace e giuridicamente corretta;
– inviare un atto di messa in mora al venditore;
– avviare un’azione giudiziale per ottenere il risarcimento;
– costituirsi parte civile nel processo penale.
Lo Studio Legale Rossi di Cuneo offre la propria consulenza, con una valutazione concreta e trasparente della convenienza dell’azione legale e dei suoi possibili sviluppi.
Domande frequenti (FAQ)
Posso denunciare un venditore privato che mi ha truffato su Subito.it?
Sì. Anche se si tratta di un venditore privato, la truffa è un reato punibile penalmente.
Se ho pagato con bonifico, posso recuperare i soldi?
In alcuni casi sì. Occorre verificare la tracciabilità del conto e agire con tempestività, anche con l’assistenza dell’avvocato.
La piattaforma è responsabile della truffa?
Non sempre. Tuttavia, la giurisprudenza riconosce una possibile corresponsabilità della piattaforma in caso di mancato controllo o di omessa vigilanza su venditori recidivi.
Quanto costa un’azione legale per una truffa online?
Dipende dal caso specifico. Lo Studio Legale Rossi fornisce un preventivo trasparente e dettagliato, e valuta con il cliente i costi e i benefici dell’azione da intraprendere.
Assistenza legale per truffe online
Se sei stato vittima di una truffa su Vinted, Subito.it o altra piattaforma di compravendita tra privati, è fondamentale non restare passivi.
Lo Studio Legale Rossi, con sede a Cuneo, è a disposizione per:
– assistenza legale per ottenere il rimborso;
– redazione della denuncia e costituzione di parte civile;
– consulenze anche a distanza tramite Zoom o Google Meet.
Per fissare un appuntamento:
– Telefono: 328.1016440
– Sito web: http://www.avvocatorossicuneo.com
– Modulo contatti: compilabile direttamente online

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