Le spese condominiali sono disciplinate dal Codice Civile, principalmente dagli articoli 1118 e 1123. In essi, si stabilisce la ripartizione delle spese comuni in base ai millesimi di proprietà e, in alcuni casi, in base all’uso effettivo delle parti comuni. Le controversie in questo ambito sono molto frequenti, soprattutto quando uno o più condòmini risultano morosi. In questo articolo, approfondiremo i riferimenti normativi, fornendo anche esempi pratici e indicazioni su come evitare le problematiche più comuni.
Che cosa sono le spese condominiali?
Le spese condominiali, come disciplinato dall’art. 1123 c.c., riguardano i costi necessari per la manutenzione, il funzionamento e l’uso delle parti comuni. Sono suddivise in spese ordinarie e straordinarie:
1. Spese ordinarie: includono le spese per la gestione quotidiana, come pulizia, illuminazione delle aree comuni e manutenzione dell’ascensore.
2. Spese straordinarie: riguardano interventi occasionali, come il rifacimento della facciata o la riparazione del tetto.
L’articolo 1123 c.c. prevede che le spese siano suddivise in base ai millesimi, ma alcuni costi possono essere ripartiti in funzione dell’uso che ciascun condòmino fa delle parti comuni (ad esempio, l’ascensore per chi abita ai piani più alti).
Ripartizione delle spese condominiali
La ripartizione delle spese condominiali è uno dei temi più delicati. Secondo l’art. 1123 c.c., le spese relative alla conservazione delle parti comuni vanno suddivise tra tutti i condòmini in base ai millesimi di proprietà. Per le parti comuni destinate a servire i condomini in misura diversa, la suddivisione deve essere fatta in proporzione all’uso che ciascun condòmino ne può fare. Ad esempio:
– Ascensore: l’art. 1124 c.c. prevede che i costi di manutenzione e riparazione dell’ascensore siano suddivisi tra tutti i condòmini in parte in base ai millesimi e in parte in proporzione all’uso. Quindi, chi abita ai piani superiori pagherà di più rispetto a chi vive ai piani più bassi.
Esempio pratico: la riparazione del tetto
La riparazione del tetto rientra nelle spese straordinarie. Essendo una parte comune che protegge l’intero stabile, la spesa viene ripartita tra tutti i condòmini in base ai millesimi di proprietà, come previsto dall’art. 1123 c.c.

Morosità condominiale e azioni legali
Se un condòmino non paga le spese condominiali, l’amministratore è tenuto a procedere con il recupero del credito, come previsto dall’art. 1129 c.c.. Il condòmino moroso può essere soggetto a un’azione legale, e il tribunale può disporre il pignoramento dei suoi beni. L’amministratore deve agire entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio di bilancio in cui la morosità è stata rilevata.
Esempio pratico di morosità
Un esempio tratto dalla giurisprudenza del Tribunale di Cuneo (sentenza n. 254/2019) riguarda un condòmino che non ha pagato le spese di manutenzione per l’ascensore. Il tribunale ha stabilito che l’amministratore era legittimato a procedere con l’azione legale ed ha autorizzato il pignoramento di beni mobili del condòmino per recuperare le somme dovute.
Come evitare controversie sulle spese condominiali
Le controversie sulle spese condominiali possono essere evitate adottando alcune buone pratiche:
1. Consultare il regolamento condominiale: Il regolamento può prevedere specifiche modalità di ripartizione delle spese. È fondamentale che tutti i condòmini lo conoscano.
2. Partecipare alle assemblee: Essere attivi durante le assemblee condominiali è essenziale per discutere le delibere e comprendere come verranno ripartite le spese straordinarie.
3. Chiedere trasparenza: L’amministratore ha l’obbligo di fornire documenti chiari e accessibili su tutte le spese sostenute. È diritto di ogni condòmino visionare tali documenti e chiedere spiegazioni in caso di dubbi.
Esempio pratico
Nel caso di una delibera su spese straordinarie per il rifacimento della facciata, i condòmini possono intervenire e chiedere che le spese vengano ripartite equamente in base ai millesimi. Se un condòmino non è d’accordo, può impugnare la delibera entro 30 giorni, come previsto dall’art. 1137 c.c.
FAQ sulle spese condominiali
1. Cosa posso fare se ritengo che le spese condominiali siano state calcolate in modo errato?
Se sospetti un errore nel calcolo delle spese, puoi richiedere la documentazione all’amministratore e, se necessario, ricorrere all’assemblea per chiarimenti. In caso di ulteriore disaccordo, puoi impugnare la delibera in tribunale entro 30 giorni.
2. Posso rifiutarmi di pagare una spesa condominiale deliberata?
No, le spese condominiali devono essere pagate anche se non si è d’accordo con la delibera. Tuttavia, hai il diritto di impugnare la delibera entro 30 giorni, come stabilito dall’art. 1137 c.c..
3. Chi paga le spese condominiali in caso di vendita di un immobile?
Le spese deliberate prima della vendita sono a carico del venditore, mentre quelle approvate successivamente spettano al nuovo proprietario, come indicato dall’art. 63 disp. att. c.c.
4. Cosa fare se un condòmino è moroso?
L’amministratore può agire in giudizio per il recupero delle somme dovute. Se non lo fa, i condòmini possono sollecitarlo o richiedere la sua revoca, come previsto dall’art. 1129 c.c..
Conclusione
La corretta gestione delle spese condominiali, in linea con le regole del Codice Civile, è essenziale per garantire una convivenza serena nel condominio. Partecipare alle assemblee, consultare il regolamento condominiale e garantire trasparenza nella gestione delle spese sono i passi fondamentali per evitare controversie legali.
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